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Apple: Mura di Memoria da Miliardi Crollano in 5 Giorni contro l'IA Claude Mythos

  • Immagine del redattore: 3DMultisystem
    3DMultisystem
  • 30 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Un'intelligenza artificiale sperimentale, Claude Mythos Preview, ha impiegato solo cinque giorni per neutralizzare la tecnologia di protezione della memoria più avanzata mai creata da Apple, costata anni di sviluppo e miliardi di dollari.

Il Crollo del Baluardo Inviolabile

Appena un anno fa, Apple presentava con orgoglio il "Memory Integrity Enforcement" (MIE), una barriera hardware-software definita "inespugnabile" contro gli attacchi alla memoria dei suoi dispositivi. Questa tecnologia, integrata nei processori A19 degli iPhone 17, mirava a rendere i memory corruption exploit – un tipo di attacco particolarmente diffuso e dannoso – economicamente insostenibili per gli hacker.

Per sviluppare il MIE, Apple ha investito massicciamente: cinque anni di ricerca e sviluppo, miliardi di dollari e laboratori di sicurezza all'avanguardia dove i propri esperti testano costantemente le difese. Ma questa dedizione non è bastata a fermare l'avanzata dell'intelligenza artificiale.

L'Attacco dell'IA Claude Mythos

L'impresa è riuscita a Calif, un team di ricerca specializzato nella scoperta di vulnerabilità. Utilizzando Claude Mythos Preview, un modello IA sperimentale di Anthropic, i ricercatori hanno trovato un modo per bypassare il MIE. E non si è trattato di un attacco lungo e laborioso: l'exploit è stato sviluppato in soli cinque giorni.

A stupire ulteriormente è il costo dell'operazione: poche decine di migliaia di dollari in token IA, a fronte di un investimento miliardario da parte di Apple. Mythos, secondo Anthropic, possiede capacità di analisi e penetrazione superiori a qualsiasi hacker umano, rendendo la scoperta di bug e vulnerabilità zero-day un processo rapido ed efficiente.

Il Bypass della Protezione

Ma come hanno fatto i ricercatori a aggirare un sistema considerato inviolabile? Non hanno "rotto" il MIE, ma hanno trovato un modo per non averne bisogno.

Il MIE funziona confrontando un "codice segreto" (lucchetto) su ogni blocco di memoria con una "chiave" (puntatore) utilizzata dal software per accedere ai dati. Se i codici non corrispondono, l'accesso viene bloccato. Gli exploit tradizionali cercano di alterare le istruzioni per aggirare questo controllo, ma il MIE le blocca efficacemente.

Il team di Calif ha adottato una strategia diversa: invece di alterare le istruzioni, ha modificato i dati su cui le istruzioni operano. Hanno falsificato le credenziali di un processo, concedendo privilegi che non dovrebbe avere. In questo modo, il kernel continua a eseguire il suo codice normale, ma opera su dati falsificati, permettendo all'hacker di ottenere il controllo. Il MIE, non riscontrando violazioni tecniche, non rileva l'anomalia.

Un Campanello d'Allarme per Tutti

La rapidità con cui un'IA sperimentale ha neutralizzato una delle protezioni hardware più avanzate del mercato solleva seri interrogativi sulla sicurezza dei sistemi complessi. Se un'IA può scoprire vulnerabilità in pochi giorni, quanto tempo ci vorrà prima che strumenti simili siano alla portata di tutti?

Apple è un bersaglio primario per la ricerca di sicurezza, il che contribuisce a rendere i suoi sistemi tra i più sicuri nel tempo. Tuttavia, l'avvento dell'IA nella ricerca di vulnerabilità rende la sicurezza non più un optional, ma un criterio fondamentale nella scelta di un prodotto. Questo evento dimostra che la vera sfida non è solo costruire difese, ma anche adattarsi alla rapida evoluzione delle minacce, soprattutto quelle supportate dall'intelligenza artificiale.

 
 
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